Kenneth FosterOgni anno negli USA vengono giustiziate circa 50 persone ogni anno. Chi sostiene che questa sia la punizione più giusta per chi commette determinati crimini, basa la pripria convinzione sulla Legge del Taglione: “Occhio per occhio, dente per dente”. La cosa strana è che ormai si può giustiziare un essere umano anche se non ha commesso un omicidio, lo si può fare anche se era insieme alla persona che lo ha commesso e non ne sapeva niente. E’ il caso di Kenneth Foster che oggi, 30 agosto, sarà giustiziato tramite iniezione letale. Cito il racconto riportato sul sito italiano a lui dedicato:

Kenneth Eugene Foster Jr, un afro-americano nato ad Austin nel Texas 30 anni fa, ricevette una sentenza di morte per un fatto di sangue che avvenne la notte tra il 14 e il 15 agosto del 1996 a San Antonio: Michael LaHood, bianco, figlio di un noto avvocato, venne ucciso con una pistola dopo una breve colluttazione. Autore reo confesso dell’omicidio fu Mauriceo Brown (‘giustiziato’ un anno fa) che era sceso dall’auto guidata da Kenneth Foster, approcciando LaHood e la sua fidanzata ad oltre 25 metri di distanza dall’auto.
Foster era rimasto in auto con altri due compagni, Julius Steen e Dwayne Dillard.
Nel processo capitale celebrato contro Brown e Foster nel 1997, gli imputati non poterono giovarsi di una difesa legale degna di questo nome. L’accusa ottenne due sentenze di morte – quasi ad indicare che la vita dello sventurato LaHood valeva almeno due vite di delinquenti di strada. Per conseguire la condanna a morte di Kenneth Foster l’accusa dovette chiedere esplicitamente l’applicazione di una discussa legge del Texas chiamata “law of parties” (legge delle bande), una legge che solo in pochissimi stati degli USA è formulata in modo simile a quello del Texas.
La ‘law of parties’, che fu approvata in Texas nel 1974, stabilisce che un individuo è ugualmente responsabile del crimine commesso da un’altra persona se “agendo con l’intento di promuovere o aiutare l’effettuazione del crimine, egli sollecita, incoraggia, dirige, aiuta o cerca di aiutare l’altra persona a commettere il crimine.” E inoltre che: “Se in un tentativo di effettuare un reato di gruppo [per es. una rapina, un rapimento] viene commesso un altro crimine da uno dei partecipanti [per es. un omicidio], tutti i partecipanti sono colpevoli del crimine effettivamente commesso anche se non avevano l’intenzione di commetterlo, se il crimine fu commesso nello sviluppo del proposito illegale ed era un prevedibile risultato dell’effettuazione del reato di gruppo.”

Dopo 11 anni passati nel braccio della morte, oggi verrà giustiziato perchè era in auto con un suo amico che aveva commesso un crimine. Tutto qui. Ci sono molte iniziative per cercare, in extremis, di aiutare Kenneth. Se desiderate potete partecipare alle petizioni online che verranno sottoposte al Governatore del Texas prima della firma dell’esecuzione, oppure potete scrivere direttamente al governatore compilando un form on line.

“Occhio per occhio, dente per dente”