Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, durante una lezione tenuta all’università di Torino:

Il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni è aumentato di circa cinque punti percentuali. Tuttavia, a opportunità d’impiego decisamente maggiori di quelle offerte, alla stessa età, alle generazioni precedenti si è accompagnata una sensibile riduzione dei salari d’ingresso. I diplomati o laureati entrati nel mercato del lavoro negli anni più recenti percepiscono, in termini reali, una retribuzione prossima a quella che ricevevano coloro che entravano nel mercato del lavoro all’inizio degli anni Ottanta e inferiore a quella di coloro che entravano nei primi anni Novanta4. I più bassi salari d’ingresso, in un contesto in cui quelli medi nell’economia hanno continuato anche solo moderatamente a crescere, non hanno schiuso profili di carriera più rapidi. La riduzione del reddito da lavoro appare, almeno in parte, di natura permanente e, cosa più importante per le decisioni di spesa, è percepita come tale dai lavoratori. L’esperienza lavorativa dei giovani differisce da quella delle coorti precedenti anche per la sua maggiore discontinuità e imprevedibilità. Nell’ultimo decennio l’incidenza di impieghi temporanei tra i lavoratori dipendenti di età compresa tra i 25 e i 35 anni è raddoppiata, raggiungendo il 17 per cento. L’entità complessiva del fenomeno della precarietà è tuttavia più ampia, poiché ricomprende i molti fra i lavoratori classificati come autonomi che prestano il loro lavoro secondo modalità e tempi caratteristici dell’occupazione alle dipendenze. Tra questi la quota dei più giovani è elevata e sfiora il 45 per cento.

Unica consolazione è che almeno qualcuno lo fa notare. Forse aveva ragione Jovanotti:

I giovani hanno i capelli lunghi e le basette come cespugli e nelle magliette la verità i giovani girano per la città i giovani parlano con i muri ma non ascoltano la risposta hanno una scritta sulla maglietta e non domandano quanto costa I giovani sono dentro i sondaggi catalogati in percentuali i giovani stanno bene i giovani stanno male…