Si chiama Buddhia Singh. E’ un bambino di cinque anni, indiano, abbandonato dai suo genitori ed ora nella vita CORRE. Corre come nessuno mai alla sua età: a maggio del 2006 è riuscito a correre 65km in sette ore in una maratone in India, dove, come saprete, non c’è un clima proprio adatto per la corsa. E’ un maratoneta nato e questo è forse l’unico dono che ha avuto nella sua vita. La madre lo ha venduto, quando Buddhia aveva quattro anni, ad un commerciante, per circa 15 euro, perchè non poteva badare a lui. Quest’uomo lo ha maltrattato fino a quando lui ha deciso di incominciare a correre, prima per scappare e poi per ricominciare a vivere.
Ha conosciuto Biranchi Das, un indiano che gestisce un centro di judo nello stato di Orissa (440km da Calcutta), che lo ha preso con se e ha scoperto il suo talento. Il bambino ha una resistenza micidiale: corre ad una velocità media di 10km/h ad una temperatura media di 35 gradi e sfidando dei livelli di umidità che variano dal 45% al 95%! Incredibile!
Buddhia oggi è un idolo in India. Ha già partecipato a molte maratone e continua a farlo. Per gli scienziati che lo hanno “studiato” tutto questo è inspiegabile, ma secondo me è semplice: lui corre…altro che Forrest Gump!
Se volete saperne di più vi consiglio di gardare il documentario su di lui che il canale CULT (canale 142 di Sky) sta trasmettendo in questo periodo. Rimarrete a bocca aperta.

In questi giorni avrete sicuramente sentito dell’iniziativa portata avanti da molte associazioni benefiche per portare acqua dove non ce n’è e dove se ne ha veramente bisogno. Certo, questi problemi difficilmente ci toccano: noi abbiamo tutta l’acqua che vogliamo e sembra strano pensare che qualcuno possa ancora oggi morire per la mancanza di un bene primario, eppure è così! Oggi ci pensavo e allora sono andato a leggermi un pò di cose. Guardate che cosa ho trovato: